Lotto N. 1   

Vittorio Amedeo Cignaroli, maniera di
(1730 - 1800)

Paesaggio fluviale arcadico con corso d’acqua, cascatella e pastorelli

Italia, seconda metà del XVIII secolo
Tecnica: dipinto ad olio su tela
Dimensioni: cm 105 x 111

Lo splendido dipinto è da accostarsi all'ambito del torinese Vittorio Amedeo Cignaroli.

L'opera rispecchia pienamente il gusto pittorico rococò, dal quale emerge una spiccata sensibilità arcadica, in ossequio ai gusti della committenza dell'epoca, composta in prevalenza da aristocratici nobili di corte e reali appartenenti alla famiglia dei Savoia, per cui Cignaroli e la sua cerchia lavoravano abitualmente.

Le composizioni della sua Scuola, si accomunano per la propensione ai temi bucolici, in cui la natura viene evocata come Età dell’Oro perduta, e il paesaggio rappresentato rimanda alla boscosa campagna piemontese.

Il quadro, con la sua quiete bucolica, presenta evidenti rapporti con opere coeve di Francesco Zuccarelli (1702-1788) e Giuseppe Zais (1709-1788); il paesaggio è vaporoso e lucente, delineato una leggerezza eccezionale. I pastori arcaicizzanti del dipinto appaiono chiaramente ispirati alle figure graziose e delicate che popolano gli idilli pastorali di Nicolaes Berchem e di altri importanti artisti di genere, ben conosciuti dai soggionri romani che ogni pittore dell'epoca doveva necessariamente compiere e all'interesse sempre vivo per la scuola dei Bamboccianti.

Come evidenzia Cottino, l'arcadica visione del Cignaroli e della sua cerchia è strettamente legata all'estetica pittoresca di gusto europeo e il paesaggio assume valenze prettamente cortesi, luogo privilegiato della nobiltà e dei suoi passatempi. È in questa chiave che avviene il cambiamento e il distacco con il classicismo di matrice romana, intriso di evocazioni letterarie e mitologiche. Per Cignaroli e i suoi committenti, l'Arcadia si riconosce nei possedimenti che circondano le residenze sabaude, una campagna esente da mitiche creature di ovidiana memoria.

La tela in esame si avvicina, per qualità e scelte iconografiche, alle creazioni decorative della sua produzione della piena maturità, intorno al settimo ed ottavo decennio. La tecnica è fluida: la luce atmosferica e il carattere pastorale classico caratterizzano perfettamente i pittoreschi paesaggi arcadici del Cignaroli e i suoi allievi, in linea con le esigenze del mercato collezionistico sabaudo ed europeo.

Cignaroli e la sua Scuola sono stati fortemente rivalutati a livello collezionistico nell’ultimo ventennio, e nel novero dei suoi allievi sono presenti i migliori paesaggisti piemontesi del Settecento.

Il dipinto si presenta in ottimo stato di conservazione (a parte un cretto verticale al centro del dipinto, poco visbile). Completo di bella cornice coeva, in legno dorato, ed in ottime condizioni.


Asta conclusa!!!
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