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Carlo Cignani (1628 - 1719)
Baccanale di satiri e amorini
Olio su tela
124 x 152,5 cm
Il dipinto raffigurante un Baccanale di putti presenta significative affinità con la produzione di Carlo Cignani, tra i maggiori protagonisti della pittura emiliana tra Sei e Settecento, tanto nella costruzione compositiva quanto nella resa degli incarnati e nella scelta di un soggetto di carattere mitologico e giocoso. La scena rappresenta una vivace contesa tra tre amorini alati e altrettanti piccoli satiri, protagonisti di un episodio dal carattere scherzoso e festoso, riconducibile all'immaginario bacchico. La contrapposizione tra le figure infantili, animate da gesti e movimenti intrecciati, conferisce alla composizione un accentuato dinamismo, temperato dall'equilibrio formale e dalla morbidezza del modellato.
L'impostazione piramidale del gruppo trova interessanti confronti con soluzioni compositive adottate da Cignani, in particolare nel Trionfo d'Amore, conservato nelle collezioni dei Principi del Liechtenstein a Vaduz. Analoghe affinità si riscontrano nella rappresentazione delle figure infantili, caratterizzate da anatomie floride e incarnati delicatamente modulati, che richiamano opere quali il San Giovannino dell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera e il Bacco ed Erigone fanciulli dei Musei Civici di Pesaro.
Particolarmente significativa appare inoltre la conduzione luministica, affidata a calibrati contrasti chiaroscurali che esaltano la plasticità dei corpi, facendoli emergere dallo sfondo più raccolto e ombreggiato. La tavolozza, giocata su tonalità prevalentemente fredde e su morbidi passaggi cromatici, contribuisce a definire il carattere elegante e armonioso della rappresentazione.
La tela è accompagnata da una monumentale cornice coeva all'opera in legno intagliato e dorato, particolarmente coerente con il soggetto bacchico. La fascia presenta un ricco apparato decorativo costituito da festoni vegetali, tralci di vite, pampini e grappoli d'uva, mentre il bordo interno è ornato da un motivo a nastro ritorto. La presenza di un'etichetta sul retro consente di riferire la ridoratura della cornice a Gaetano Terrieri, doratore e verniciatore attivo a Livorno nel XIX secolo, aggiungendo un ulteriore elemento di interesse storico e documentario all'insieme.
Il dipinto vanta inoltre una documentata storia espositiva, essendo stato presentato nelle mostre Il giuoco al tempo di Caravaggio, tenutasi a Villa Smilea di Montale tra il 2013 e il 2014, e Arte e Vino, allestita presso la Gran Guardia di Verona nel 2015.
Bibliografia:
Il giuoco al tempo di Caravaggio, catalogo della mostra a cura di P. L. Carofano, Montale (Pistoia), Castello di Villa Smilea, 7 dicembre 2013 – 6 gennaio 2014, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi Editori, 2013, pp. 114, 152–153.
Esposizioni:
-Montale (Pistoia), Castello di Villa Smilea, Il giuoco al tempo di Caravaggio, 7 dicembre 2013 – 6 gennaio 2014.
-Verona, Palazzo della Gran Guardia, Arte e Vino, 11 aprile – 16 agosto 2015.
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