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Giuseppe Galli Bibiena
(1696 - 1757)
Attribuito a

Progetto per monumentale architettura celebrativa con pianta e prospetto

Penna e inchiostro bruno, acquerellatura grigia e bruna su carta vergellata filigranata
501 x 362 mm
Il grande foglio costituisce un significativo esempio della straordinaria cultura progettuale sviluppata dalla famiglia Galli Bibiena, protagonista assoluta della scenografia e dell'architettura effimera europea tra Sei e Settecento.

La composizione presenta una monumentale architettura a sviluppo curvilineo, articolata attraverso una complessa successione di colonne, arcate, balaustre, scalinate e avancorpi, animata da un ricco apparato di statue e coronata al centro da un elaborato cartiglio ovale. Nella parte inferiore del foglio compare la pianta dell'architettura, accuratamente costruita in corrispondenza con l'alzato sovrastante.

Proprio la compresenza di pianta e prospetto, insieme alla precisione quasi esecutiva della rappresentazione, distingue il foglio dalla più libera produzione scenografica e permette di accostarlo alla particolare tipologia dei disegni di progetto e di presentazione elaborati nella bottega dei Galli Bibiena per apparati celebrativi, architetture effimere e monumentali macchine di corte.
L'impostazione architettonica, ancora saldamente costruita secondo una concezione tardo-barocca, trova significativi riferimenti nell'opera di Ferdinando Galli Bibiena, al quale rimandano la monumentalità dell'insieme, l'articolazione dinamica delle masse e il rigoroso controllo prospettico. Al tempo stesso, l'elegante sviluppo curvilineo dell'architettura, la ricchezza dell'apparato plastico e soprattutto la presentazione simultanea di pianta ed elevazione conducono molto vicino alla produzione di Giuseppe Galli Bibiena, che sviluppò e diffuse il linguaggio paterno presso le principali corti europee.
Particolarmente pertinenti risultano, sotto questo aspetto, i numerosi progetti riferiti a Giuseppe e alla sua bottega oggi conservati al Metropolitan Museum of Art di New York, nei quali ricorre la medesima concezione del foglio quale strumento di presentazione architettonica, con pianta ed elevazione associate e con un analogo impiego di penna, inchiostro bruno e acquerellature grigie.

Di particolare interesse per la collocazione cronologica dell'opera è inoltre la carta vergellata recante filigrana riferibile alla produzione della famiglia Honig, importante manifattura cartaria olandese le cui carte ebbero amplissima circolazione internazionale nel corso del XVIII secolo. La denominazione C & I HONIG è documentata già negli anni Trenta del Settecento, mentre varianti associate al cosiddetto giglio di Strasburgo risultano utilizzate dalla manifattura Honig almeno a partire dal 1741. La presenza di questa carta appare dunque pienamente coerente con una collocazione del disegno nella prima metà del XVIII secolo e, più specificamente, nell'orizzonte cronologico compreso tra gli ultimi decenni dell'attività di Ferdinando e la piena maturità di Giuseppe.
L'assenza di iscrizioni all'interno del grande cartiglio ovale posto al centro del coronamento potrebbe indicare il carattere progettuale del foglio: lo spazio poteva essere destinato ad accogliere successivamente un'iscrizione, un ritratto, un'impresa o un'insegna araldica relativa alla specifica occasione celebrativa.
Per qualità esecutiva, complessità progettuale e monumentalità dell'invenzione, il foglio costituisce una significativa testimonianza dell'attività grafica della famiglia Galli Bibiena, con caratteri che consentono di circoscriverne l'attribuzione principalmente tra Ferdinando e Giuseppe Galli Bibiena.

Bibliografia di confronto:
D. Lenzi, J. Bentini (a cura di), I Bibiena. Una famiglia europea, Venezia, Marsilio, 2000.
24/10/2026 07:22:04
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