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Giovanni Battista Salvi Il Sassoferrato (1609 - 1685)
Madonna con il Bambino dormiente
Olio su tela
111,5 x 130 cm
Proveniente dalla prestigiosa Alana Collection, il dipinto costituisce una significativa testimonianza della produzione devozionale del Sassoferrato e del suo particolare rapporto con i grandi modelli del classicismo bolognese e romano.
L’opera è corredata da una scheda critica di Andrei Bliznukov, datata Firenze, 13 ottobre 2019.
Bibliografia :
Provenienza :
La composizione raffigura la Vergine in adorazione del Bambino dormiente, disteso su un letto in primo piano. Maria, con le mani giunte, emerge dalla penombra alle sue spalle, mentre il ricco tendaggio porpora e le stoffe del letto conferiscono alla scena un carattere raccolto e insieme solenne. Il contrasto tra la luminosità dell’incarnato del Bambino e le tonalità più profonde dell’ambiente accentua il significato meditativo dell’immagine.
Come osservato da Andrei Bliznukov, il modello compositivo deve essere ricondotto alla celebre Madonna con il Bambino dormiente di Guido Reni conservata nella Galleria Doria Pamphilj di Roma, invenzione che conobbe ampia diffusione anche attraverso l’incisione di Cornelis Bloemaert.
Il rapporto con il prototipo reniano non si limita tuttavia a una semplice ripresa iconografica. Il Sassoferrato rielabora infatti la composizione secondo il proprio linguaggio, caratterizzato da una pittura levigata, da un disegno estremamente nitido e da una calibrata armonia cromatica. Bliznukov sottolinea in particolare la stretta corrispondenza del tono porpora del tendaggio con quello del dipinto di Reni, elemento che potrebbe indicare una conoscenza diretta del modello pittorico.
I caratteri fisionomici della Vergine e del Bambino, così come il trattamento del chiaroscuro, trovano precisi confronti nel corpus autografo del Sassoferrato. Particolarmente significativo è il raffronto con la Santa Barbara della Basilica di San Pietro a Perugia, soprattutto nella costruzione del profilo e del naso attraverso passaggi netti di luce e ombra.
Ancora più pertinente appare il confronto con la Madonna svenuta nella Deposizione di Cristo nel sepolcro, sempre conservata a Perugia, nella quale il trattamento degli occhi chiusi e delle palpebre presenta strette analogie con il volto del Bambino del presente dipinto. La Deposizione reca la data 1639, riferimento che Bliznukov considera utile anche per proporre una collocazione cronologica dell’opera in esame attorno alla fine degli anni Trenta del Seicento.
Il tema della Madonna con il Bambino dormiente fu ripreso più volte dal Sassoferrato.
Bliznukov segnala diverse versioni considerate autografe, tra cui esemplari già a Londra, Sotheby’s, 8 dicembre 1971, lotto 108, in collezione privata a Milano, presso la Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia e nella collezione Lemme a Roma, oltre a varie copie e repliche di bottega.
Bliznukov segnala diverse versioni considerate autografe, tra cui esemplari già a Londra, Sotheby’s, 8 dicembre 1971, lotto 108, in collezione privata a Milano, presso la Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia e nella collezione Lemme a Roma, oltre a varie copie e repliche di bottega.
Questa serialità è pienamente coerente con la prassi del Sassoferrato, che riproponeva spesso le proprie invenzioni più fortunate in più redazioni autografe, mantenendo un livello qualitativo elevato e introducendo variazioni di formato, colore e dettaglio. Entro cornice.
L’opera è corredata da una scheda critica di Andrei Bliznukov, datata Firenze, 13 ottobre 2019.
Bibliografia :
A. Bliznukov, scheda destinata a The Alana Collection, a cura di S. Chiodo, vol. IV, Firenze, in preparazione.
Provenienza :
The Alana Collection, Newark, Delaware;
Collezione privata, Modena.
€ 70.000,00 / 120.000,00
Stima
70.000,00 €
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