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San Girolamo, Scuola napoletana, XVII secolo
olio su tela
101 x 61 cm
Il dipinto raffigura San Girolamo penitente, colto a mezza figura in atteggiamento meditativo, con il torso nudo, la lunga barba e lo sguardo assorto. Il santo stringe il crocifisso, mentre il teschio disposto sulla destra allude alla caducità della vita e alla meditazione sulla morte.
L’opera appare coerente con la produzione di Pasquale Chiesa, pittore di origine genovese attivo soprattutto a Roma intorno alla metà del XVII secolo. Il forte naturalismo della figura, il marcato chiaroscuro, la costruzione anatomica vigorosa e la tavolozza calda e terrosa rimandano a quella componente riberesca e tenebrosa che caratterizza una parte significativa della sua produzione.
Particolarmente significativo è il confronto con il San Girolamo penitente di Pasquale Chiesa conservato nella Galleria Doria Pamphilj, databile intorno al 1648-1650, appartenente al nucleo di opere eseguite per la committenza Pamphilj.
La figura emerge con forza dal fondo scuro attraverso una luce concentrata sul torso, sul volto e sulle mani, mentre il panneggio rosso e il bianco del perizoma introducono calibrati accenti cromatici. Ne deriva un’immagine di intensa spiritualità, nella quale il tema penitenziale viene interpretato attraverso un linguaggio severo e fortemente naturalistico, tipico della cultura romana e napoletana della metà del Seicento.
L’opera costituisce dunque un interessante esempio della produzione religiosa di Pasquale Chiesa, artista capace di coniugare la tradizione pittorica ligure con suggestioni riberesche e con il naturalismo sviluppatosi a Roma negli anni centrali del XVII secolo. Entro cornice.
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