43
Alessandro Salucci (1590 - 1655)
Veduta del Campo Vaccino a Roma
Olio su tela
101 x 202 cm
Il dipinto è attribuito ad Alessandro Salucci su expertise del Prof. Maurizio Marini, figura di primo piano nel panorama della vedutistica romana del Seicento.
Come evidenziato nell’expertise, l’opera si inserisce pienamente nell’ambito di quel genere “vedutistico non strettamente vincolato all’immagine documentaria secondo il gusto dei nordici attivi, per lo più, in Italia, a Roma”, distinguendosi per una concezione più libera e fantastica dello spazio urbano. In affinità con Jan Miel e con la tradizione dei cosiddetti “bamboccianti”, Salucci si avvale infatti della collaborazione di un “figurista”, identificabile, secondo Marini, in Jan Miel (Anversa, 1599 – Torino, 1663), artista legato alla cerchia di Pieter van Laer.
L'opera è presentata entro cornice in legno dorato del XX secolo
Come evidenziato nell’expertise, l’opera si inserisce pienamente nell’ambito di quel genere “vedutistico non strettamente vincolato all’immagine documentaria secondo il gusto dei nordici attivi, per lo più, in Italia, a Roma”, distinguendosi per una concezione più libera e fantastica dello spazio urbano. In affinità con Jan Miel e con la tradizione dei cosiddetti “bamboccianti”, Salucci si avvale infatti della collaborazione di un “figurista”, identificabile, secondo Marini, in Jan Miel (Anversa, 1599 – Torino, 1663), artista legato alla cerchia di Pieter van Laer.
Nel caso specifico della Veduta del Campo Vaccino a Roma, l’artista “ha raffigurato […] attenendosi alla più incisiva immagine dello spazio urbano col suo serrato animato dalle cosiddette ‘macchiette’ di Jan Miel”. L’interpretazione non si limita tuttavia a una restituzione topografica, ma propone una lettura scenica e atmosferica del luogo, attraverso una calibrata orchestrazione luministica e una costruzione prospettica attentamente meditata.
Marini sottolinea come Salucci, pur guardando a modelli quali Claude Lorrain (Claude Gellée), “ha sottolineato il carattere più quotidiano del ‘Campo Vaccino’, mutando il punto di vista a favore di una visione prospettica di sottinsù, cioè da ‘sopraporta’, nonché dell’effetto atmosferico con le nubi leggermente arrossate dal primo tramonto che, inoltre, allunga le ombre sul piano urbano”. Una “magia scenica sottile” caratterizza così la composizione, in linea con altre vedute dell’artista.
L’opera si colloca nel momento di piena maturità di Salucci, attivo a Roma e documentato dal 1628; nel 1634–35 è registrato quale membro dell’Accademia di San Luca. I rapporti con Claude Lorrain risultano “significativi per la sua stessa evoluzione scenico-coloristica”, come ricordato dallo studioso.
Il dipinto è corredato da expertise del Prof. Maurizio Marini.
L'opera è presentata entro cornice in legno dorato del XX secolo
€ 12.000,00 / 20.000,00
Estimate
12.000,00 €
Starting price
€
Your bid
(The reserve price has not been exceeded)
(The reserve price has been exceeded)
Set your maximum bid