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Coppia di ovali raffiguranti scene mitologiche: Polifemo e Galatea e Venere che trattiene Marte, Scuola napoletana, XVIII secolo

olio su tela
62 x 83 cm
La coppia di dipinti presenta due eleganti composizioni mitologiche ambientate entro paesaggi idealizzati, caratterizzate da un linguaggio pienamente settecentesco che combina gusto decorativo, sensualità controllata e raffinatezza cromatica. Le tele, concepite come pendant, mostrano una stretta coerenza compositiva e stilistica, evidente tanto nell’impianto scenografico quanto nella morbida conduzione pittorica delle figure.

Nel primo ovale è raffigurato l’episodio di Polifemo e Galatea: la ninfa giace accanto al giovane Aci entro un paesaggio pastorale, mentre sul lato sinistro compare l’imponente figura del ciclope Polifemo. La scena è animata da amorini e ghirlande floreali che accentuano il tono idillico e galante della composizione, secondo una sensibilità tipica della pittura decorativa napoletana della seconda metà del XVIII secolo.

Il secondo dipinto rappresenta invece Venere e Marte: la dea trattiene il dio armato in un paesaggio aperto, accompagnata da putti e attributi simbolici che alludono al tema dell’amore capace di disarmare la guerra. La costruzione dinamica delle figure, i panneggi mossi e il delicato equilibrio cromatico conferiscono alla scena un tono teatrale ma al tempo stesso intimamente elegante.

Entrambe le tele rivelano una cultura figurativa aggiornata sui modelli del rococò internazionale, reinterpretati attraverso la sensibilità luminosa e decorativa propria dell’ambiente napoletano. Particolarmente evidente appare la vicinanza ai modi di Fedele Fischetti, soprattutto nella morbidezza delle carni, nella grazia idealizzata delle figure femminili e nella conduzione fluida della materia pittorica. Analogamente alla produzione di Fischetti, le scene uniscono infatti eleganza accademica e gusto ornamentale, con una particolare attenzione agli effetti atmosferici e alla luminosità della tavolozza.

La tipologia ovale e il carattere spiccatamente decorativo delle composizioni suggeriscono una probabile destinazione per ambienti aristocratici o apparati d’interni, secondo una consuetudine assai diffusa nella pittura napoletana del tardo Settecento.
23/05/2026 23:38:40
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