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Studio di volto femminile, Scuola bolognese, seconda metà XVII secolo

carboncino e gessetti colorati su carta vergata
31 x 24,5 cm
Il foglio raffigura una giovane figura femminile colta in scorcio dal basso, con il volto inclinato verso destra e lo sguardo rivolto ascensionalmente secondo una tipologia espressiva di intensa partecipazione emotiva. La morbida costruzione chiaroscurale dell’incarnato, ottenuta attraverso delicate sfumature rosate, si unisce alla resa fluida e vibrante della capigliatura, trattata mediante un segno rapido e atmosferico che conferisce all’immagine una forte qualità pittorica. La composizione rivela una cultura figurativa posta tra la tradizione tardo-manierista di Federico Barocci e gli sviluppi del barocco bolognese culminanti nell’opera di Domenico Maria Canuti.

L’intensa dolcezza espressiva del volto, la sensibilità luministica e il carattere quasi estatico dell’immagine richiamano infatti la celebre grafica baroccesca, della quale il foglio sembra recepire la morbidezza atmosferica, la vibrazione luminosa e il sentimento devoto. Al tempo stesso, l’ampiezza monumentale della costruzione formale, la teatralità dell’inquadratura ravvicinata e la maggiore energia plastica avvicinano l’opera alla cultura emiliana della seconda metà del Seicento, in particolare all’ambiente bolognese gravitante attorno a Canuti e alla grande decorazione illusionistica felsinea. La testa appare così concepita non come semplice studio naturalistico, ma come modello ideale destinato alla preparazione di figure sacre o allegoriche per una composizione di più ampio respiro.

La tecnica grafica, ricca di sovrapposizioni tonali e lumeggiature, accentua la qualità pittorica del foglio e testimonia una pratica accademica altamente raffinata, tipica della scuola bolognese tra XVII e primo XVIII secolo. La carta, vergata e realizzata a mano, presenta una filigrana circolare visibile in controluce, elemento compatibile con una cronologia seicentesca avanzata. L’opera costituisce una significativa testimonianza della persistenza della lezione di Barocci nell’Emilia barocca e della sua trasformazione in senso più monumentale e teatrale nella cultura figurativa che conduce a Domenico Maria Canuti e alla grande stagione decorativa bolognese.
23/05/2026 23:39:21
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