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Compianto sul Cristo morto, Scuola napoletana, XVII secolo
olio su tela
180 x 246 cm
Il dipinto raffigura il corpo esanime di Cristo disteso sulla pietra e circondato dai dolenti. La composizione, serrata e monumentale, è costruita intorno alla figura luminosa del Cristo, il cui incarnato pallido emerge con forza dal fondo bruno, mentre la Vergine e gli astanti partecipano al dramma con una gestualità intensa ma contenuta.
L’opera si inserisce pienamente nella cultura del naturalismo napoletano della prima metà del Seicento, mostrando una marcata ascendenza riberesca. Alla lezione di Jusepe de Ribera rimandano il vigoroso modellato anatomico, il forte contrasto luministico, la materia pittorica densa e soprattutto la penetrante caratterizzazione dei volti, come quello del personaggio anziano sulla sinistra, immerso in una profonda meditazione.
Di particolare rilievo è la precedente proposta attributiva formulata da Achille della Ragione, che nel 2024 pubblicò proprio il presente dipinto come opera di Cesare Fracanzano, dopo averlo esaminato direttamente in una collezione privata torinese. Lo studioso ne sottolineava i «colori spessi e grumosi», la materialità del cromatismo, il fondale scuro e gli evidenti richiami alla cultura riberesca, collocando l’opera in una fase intermedia del percorso dell’artista, successiva all’ingresso nella bottega di Ribera.
Pur tenendo conto dell’autorevole proposta di della Ragione, l’opera viene qui presentata prudentemente nell’ambito della Scuola napoletana del XVII secolo, evidenziandone tuttavia le strette affinità con la produzione di Cesare Fracanzano e, più in generale, con l’ambiente pittorico sviluppatosi a Napoli intorno alla lezione di Ribera.
Bibliografia:
A. della Ragione, Una stupenda Deposizione di Cesare Fracanzano, 25 marzo 2024, pubblicazione online.
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